Stanotte no, caro, ho mal di testa

La scusa più gettonata dell’harem trova un suo corrispondente preciso, nei modi e nelle intenzioni, tra i frequentatori degli esclusivi club maschili. Infatti, se le signore qualche volta desiderano evitare il rapporto senza opporre un netto rifiuto, anche i cavalieri possono non essere sempre limpidi. Quando l’avventura galante si prolunga oltre il previsto e le attenzioni diventano insistenti un flebile: “Cara devo proprio andare…ho un mal di testa tremendo!” permette una fuga onorevole. Come dire che si rende pan per focaccia; ma come mai il mal di testa è e rimane una scusa così credibile anche in relazione agli incontri amorosi?

In realtà i vari tipi di cefalea ed emicrania sono davvero comuni e frequenti, così come comuni e frequenti sono quelli scatenati da stati di tensione psichica o derivanti da una eccessiva attività fisica. A loro fa riferimento la letteratura anglosassone con il nome di exertional headaches. Per definizione hanno un’insorgenza esplosiva durante un esercizio fisico o l’attività sessuale. Non si conosce per certo il meccanismo fisiologico che li induce ma si sa che un aumento della pressione intracranica può esserne la causa; a sua volta l’aumento rapido della pressione intratoracia (come nell’esercizio fisico) diminuisce in via transitoria la pressione nell’atrio destro ed il ritorno venoso cerebrale; da ciò può verosimilmente originare una temporanea ipertensione intracranica e l’esplosione di una cefalea improvvisa. Il quadro clinico appena descritto ha natura benigna, si risolve spontaneamente senza reliquati e certamente interessa, magari con rare insorgenze sporadiche, un buon numero di persone. Infatti, se il banale mal di testa, la noxa patogena meno definibile, meno diagnosticabile e meno trattabile di tutta la patologia umana, è presa a scusa per sgabellare una situazione indesiderata da così tanta gente è presumibile che molti abbiano davvero una certa esperienza di questo problema.

Prima di rassicurare il nostro paziente noi dobbiamo poter escludere alcune gravi patologie che potrebbero essere le vere responsabili del problema. Dobbiamo indagare cause più o meno importanti come una sublussazione o un fatto flogistico a carico dell’articolazione temporomandibolare; una stenosi coronarica; una stenosi o uno spasmo carotideo; un episodio anginoso; o, infine, un sanguinamento subaracnoideo. Naturalmente sarà l’osservazione clinica e lo stato generale di salute del paziente a facilitare la nostra opera. Ci aiuterà anche sapere qual è la diffusione della patologia benigna e come si presenta di solito. Secondo J. Bancroft questa patologia, definita genericamente come cefalea coitale, colpisce più comunemente gli uomini e quando si presenta durante il rapporto interferisce con il piacere e blocca il raggiungimento dell’orgasmo; però è più frequente che compaia in concomitanza dell’orgasmo stesso.

Il primo tipo ha una sintomatologia dolorosa di tipo gravativo che interessa i due emisferi cerebrali e provoca spasmo dei muscoli del collo e della faccia. E’ paragonabile alla cefalea tensiva. Il secondo tipo si presenta con una crisi immediata, esplosiva di emicrania e come per l’emicrania gli episodi sono improvvisi ed imprevedibili. Di solito colpisce pazienti che già abbiano una storia di emicrania cronica. C’è un terzo tipo, raro, causato da un’emorragia subaracnoidea di minima intensità che avviene in concomitanza con l’attività sessuale, che si risolve spontaneamente e che potrebbe ripetersi. Tutto ciò che abbiamo appena descritto e che avviene in concomitanza del rapporto e dell’orgasmo riconosce dunque una base organica. Se ci spostiamo sul versante psicogeno, le cause immediate “qui ed ora” di un mal di testa, la cui reale insorgenza preceda il rapporto, si possono ritrovare nel desiderio di evitarlo e quindi nella tensione emotiva e nell’ansia che dover affrontare una cosa indesiderata possono provocare.

Tra le motivazioni più profonde è facile immaginare che una relazione, strutturata in modo che al suo interno non si possa serenamente rifiutare un rapporto, sia caratterizzata da tensione permanente, da una mancanza di serenità e da un dispiacere di fondo che provocano disagio, interferiscono con la spontanea insorgenza del desiderio e dell’interesse per il proprio partner sessuale. In campo esclusivamente femminile, una responsabilità pseudo organica del mal di testa che si manifesta a causa della possibile, paventata evenienza di un incontro erotico, può essere fatta risalire alla Disforia della Fase Luteale Tardiva o Late Luteal Phase Dysphoric Disorder (DSM III-R).

Molte donne presentano una varietà di sintomi fisici ed una carica emotiva alterata in concomitanza del ciclo mestruale. La sintomatologia inizia qualche giorno prima del ciclo e scompare entro pochi giorni dall’inizio delle mestruazioni. Le pazienti appaiono più irritabili del normale, un po’ depresse, meno energiche, accusano disturbi del sonno, alterazioni dell’appetito con preferenza per i carboidrati e mal di testa più frequenti e più violenti del solito. La disforia diventa una patologia vera e propria solo quando i sintomi sono così gravi da interferire con lo svolgimento delle normali attività e con le relazioni familiari e sociali. Da ricordare, però, che in casi così gravi, il problema non nasce isolato ma è di solito l’esacerbazione di un’altra patologia come la Depressione Maggiore, la Nevrosi d’Ansia o un Disturbo di Personalità.

Anna Ghizzani

SESSUOLOGIANews, 2002