Riabilitazione sessuale dopo interventi per tumore alla prostata

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II congresso nazionale SIA-SIAM

Firenze, 16-18 gennaio 2005

I pazienti portatori di una malattia tumorale sviluppano una reazione emotiva di tipo depressivo caratterizzata da difficoltà alle relazioni interpersonali, anedonia e perdita del desiderio sessuale. Il DSM descrive bene la sindrome del disturbo post-traumatico da stress (PTSD) ricordando che la fondata paura di perdere la vita, la salute o l’integrità fisica propria o di una persona amata possa dare origine ad una reazione emotiva  caratterizzata dagli squilibri descritti in precedenza.

farmaco2Nel caso dei pazienti operati, alla paura per la vita si aggiungono il disagio per le cicatrici e la limitazione funzionale dell’organo colpito. Il reliquato chirurgico è vissuto come un’aggressione alla propria fisicità per l’alterazione dell’immagine corporea che comporta. Particolarmente impegnativo è l’approccio sessuologico ai pazienti colpiti agli organi genitali, in quanto la loro maggior difficoltà è di mantenere l’identità di genere avendo perso o l’integrità estetica o la capacità funzionale

farmaco3Gli uomini affetti da una neoplasia prostatica richiedono un lavoro terapeutico articolato che, oltre a farsi carico dei problemi dell’umore, li accompagni nell’iter della riabilitazione comportamentale e farmacologica. Infatti, devono essere trattati in psicoterapia sessuale per il desiderio ipoattivo unitamente al  trattamento farmacologico necessario per il danno organico

farmaco4Il nostro intervento associa l’uso di farmaci che potenziano la capacità erettile del paziente operato con la terapia comportamentale sessuale. Gli interventi variano  in base all’equilibrio relazionale della coppia che dobbiamo curare: in quelle armoniche che sanno essere complici sessuali anche nelle difficoltà proponiamo un intervento di psicoterapia sessuale strutturato per facilitare la comunicazione fisica e verbale.

farmaco5Nelle coppie che non hanno sviluppato questa confidenza fisica e erotica, il nostro intervento sulla relazione diadica è molto più blando: cerchiamo di favorire la coesione tra partner per quanto riguarda l’esperienza della malattia,  ma evitiamo di forzare un’intimità che non è desiderata.