Malattie a Trasmissione Sessuale (MTS) e problematiche sessuali

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Per MTS si intendono le malattie infettive trasmesse da una persona ammalata ad un’altra attraverso il contatto dei genitali. Come tutte le patologie provocate da un virus o batterio, anche per le MTS la scelta dell’antibiotico adatto è fondamentale per la guarigione, ma spesso questo non basta e per ristabilire il completo benessere è necessario risolvere anche le disfunzioni del comportamento sessuale che accompagnano l’episodio infettivo.

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Maschi e femmine sono soggetti alle stesse infezioni che però si manifestano con quadri più complessi nelle donne per le quali la malattia dura più a lungo, tende più facilmente a recidivare e si accompagna a dolore scatenato dai rapporti.

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Oltre ad un evento infettivo, nella donna, il dolore ai rapporti è provocato da tre tipi di patologie diverse: la patologia addominale che provoca dolore spontaneo e dispareunia alla penetrazione profonda, la patologia genitale che provoca dispareunia durante il coito e che in alcuni casi può anche dare dolore spontaneo ed, infine, la patologia sessuale caratterizzata da dolore alla penetrazione.

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Tra le patologie addominali quella maggiormente rappresentata è l’endometriosi, costituita dalla localizzazione nelle pelvi di cellule dell’endometrio che rispondono alle variazioni degli estrogeni durante il ciclo mestruale con dolore che si acutizza durante l’ovulazione e la mestruazione. Tra le cause, si riconoscono una risposta flogistico/immunitaria a stimoli aspecifici ed una predisposizione genetica, unite al fenomeno della mestruazione retrograda.

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La malattia infiammatoria pelvica (o PID) è provocata dal passaggio dalla vagina alla pelvi della Clamydia Trachomatis. La vaginite da Clamydia T., se ben curata, si risolve facilmente ma quando è trascurata si propaga all’utero e alle tube provocando infertilità tubarica e gravidanze extra uterine. La localizzazione endocervicale e condivisa con la Neisseria Gonorrhoeae, infatti i due microorganismi sono quelli più frequentemente coinvolti nelle flogosi pelviche. Nei Paesi occidentali l’1,9% della popolazione femminile adulta è infettato dalla Clamidya T. ma il 70-80% di loro è asintomatica. Nei maschi, l’infezione da Clamidia provoca epididimite, dolore testicolare e alterazione del l’anatomia e della motilità degli spermatozoi.

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La presenza della Clamydia T. nelle vie genitali delle donne in età fertile provoca danni importanti nel feto che si infetta attraversando il canale del parto alla nascita. All’infezione, se non trattata, segue una congiuntivite granulomatosa che con il tempo evolve in cicatrice corneale e conseguente cecità, per la quale non esiste altra cura che il trapianto di cornea. Questa patologia così grave è endemica nei paesi in via di sviluppo. Bisogna anche ricordare che purtroppo l’infezione da Clamydia T. si associa spesso all’infezione da Human Immunodeficiency Virus (HIV) perché il comportamento sessuale promiscuo è un fattore di rischio che facilita il contagio con ambedue i due microrganismi; inoltre, il danno cellulare che risulta dal primo contatto (che sia con la Clamydia o l’HIV è indifferente) abbassa le difese e facilita la seconda infezione.

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Molti microrganismi, come flora mista e miceti, sono responsabili di vaginiti e vaginosi facilmente curabili, caratterizzate da perdite, bruciore e prurito che non sono pericolose per la salute ma danno dolore ai rapporti finché si guarisce.

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Altre patologie infettive caratterizzate dalla trasmissione sessuale, come la Sifilide, la Gonorrea e l’Aids, provocano danni importanti all’organismo colpito. Queste patologie, da sempre presenti nella storia dell’uomo, hanno avuto un periodo di remissione a metà del secolo scorso grazie alle terapie antibiotiche che non erano disponibili precedentemente, ma negli ultimi anni stanno tornando ad essere più frequenti per la maggior facilità di trasmissione tra individui legata ad un più libero comportamento sociale. Infatti, i rapporti sessuali nell’ambito di relazioni casuali sono la causa diretta dell’aumento delle MTS.

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Anche la facilità con cui si può viaggiare da un capo all’altro del mondo facilita il contatto diretto tra popolazioni geograficamente distanti e la diffusione in un raggio molto ampio dei microrganismi responsabili delle infezioni.

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Un commento a parte merita l’infezione da Human Papilloma Virus (HPV), anche questa trasmessa per contatto sessuale. Il virus si localizza sulla cervice e al vestibolo vulvare dove produce escrescenze tipiche dette “cristae galli”; una volta fatta la diagnosi, l’HPV può essere curato con mezzi fisici e con farmaci. Nei casi in cui una paziente non abbia accesso alle cure il virus rimane nelle vie genitali e, nel lungo tempo, provoca danni cellulari da cui può originare il tumore della cervice. Un grande successo della ricerca in Medicina è rappresentato dal vaccino che è stato messo a punto circa quindici anni fa e che si è dimostrato in grado di contrastare la trasmissione dell’HPV e, di conseguenza, di scongiurare l’insorgenza del potenziale tumore ad esso correlato.

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Per quelli che sono i costumi sociali di oggi, è tutt’altro che raro avere rapporti sessuali con persone che non si conoscono bene e del cui stato di salute non siamo completamente certi. Sapendo che il contagio con un agente infettante è possibile, è saggio mantenere un atteggiamento di prudenza ed usare il preservativo in tutte le circostanze che presentano qualche incertezza.

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La difficoltà alla penetrazione con sintomi di dolore pressorio si presenta spesso negli anni successivi alla menopausa e riconosce la sua causa in una diminuita lubrificazione che dipende dalla minor concentrazione degli estrogeni in circolo. Si può supplire a questa mancanza in vari modi ma, se non trattato, il problema si aggrava con l’avanzare dell’età.

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Esiste poi una dispareunia “sine materia” perché avviene in situazioni in cui pare di non rilevare alcuna causa. Siamo nel campo delle disfunzioni sessuali, come la Sindrome del Desiderio Ipoattivo e il Vaginismo, oppure siamo di fronte alla Sindrome Vulvo Vestibolare, o Vulvo Vestibolite (VVS). Queste patologie hanno un’eziologia precisa ma meno evidente di quelle esaminate finora e devono essere trattata da medici esperti in Medicina Sessuale.

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La Sindrome del Desiderio Sessuale Ipoattivo (HSDD) indica la mancanza di interesse per la sessualità nelle sue varie forme e l’incapacità di avere pensieri, sogni e fantasie erotiche. Raramente il desiderio ipoattivo è costituzionale in una paziente, piuttosto si presenta di fronte a litigi con il partner e insoddisfazione nella relazione di coppia oppure ad un disagio sociale o disordini dell’umore (come un tratto ansioso o depressivo) che colpiscono vari aspetti della personalità di un individuo. Il dolore alla penetrazione è dovuto alla mancanza di desiderio che non consente una adeguata lubrificazione.

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La seconda sindrome è il Vaginismo, definito come la contrazione involontaria dei muscoli del terzo esterno della vagina. Nella maggior parte dei casi si presenta in ragazze giovani all’inizio della loro vita sessuale ed è relativamente frequente. Si risolve in maniera abbastanza semplice con un intervento di Terapia Sessuale Comportamentale associato a strumenti per la de sensibilizzazione.

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La Vulvo Vestibolite (VVS) è la terza sindrome che inibisce il comportamento sessuale senza causa apparente. E’ chiamata anche Vulvodinia Provocata (PVD) ed il suo quadro clinico è caratterizzato da dolore urente al vestibolo vulvare in risposta ad uno stimolo pressorio lieve, che la maggior parte delle donne non considererebbe doloroso. Nella maggior pare dei casi si manifesta con intenso bruciore ai tentativi di penetrazione, tanto che il rapporto diventa impossibile; in alcune pazienti, inoltre, il dolore può presentarsi anche spontaneamente oppure coinvolgere tutta l’area vulvare.

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Nell’uomo la causa più comune di dispareunia è costituita dalle malattie infettive che colpiscono sia le strutture del pene che quelle dei testicoli e si manifestano con quadri di epididimite e orchite, lesioni al prepuzio (tipiche quelle herpetiche) e torsione del funicolo spermatico. Il dolore è prevalentemente localizzato al testicolo.

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Una lesione anatomica che crea dolore e difficoltà ai rapporti è costituita dal morbo di Peyronie, vale a dire una alterazi one della tunica albuginea (il rivestimento dei corpi cavernosi) che perde la sua elasticità a causa di un insulto flogistico e si trasforma in tessuto fibroso che non consente un’erezione completa.

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Le disfunzioni sessuali che derivano da perdita di interesse o disagio non provocano dispareunia nei maschi ma difficoltà erettile. Se la dispareunia associata ad una disfunzione sessuale è rara nel maschio, in alcune patologie si osserva quella che potrebbe essere considerata la faccia contraria della medaglia, vale a dire una anestesia orgasmica che si presenta con una totale assenza di sensazioni al momento dell’orgasmo. Questo avviene in due casi: una grave lesione neurologica, di solito un danno spinale che comporta difficoltà a percepire le sensazioni al tronco o agli arti inferiori; oppure una reazione di ansia acuta che si manifesta al momento dell’attività’ sessuale in persone che abbiano disagio o avversione per il loro ruolo o nei confronti della partner. Questa reazione è tanto forte da inibire ogni sensazione fisica di piacere al momento dell’eiaculazione, che tanto meno è accompagnata da benessere ed appagamento emotivo.

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Il sintomo ” dispareunia” è comune a tutte le sindromi di cui abbiamo parlato con ripercussioni da non sottovalutare sulla qualità della vita delle persone colpite perché interferisce con una sessualità soddisfacente e crea disagio nella coppia. Per risolverlo è indispensabile trattare la patologia da cui trae origine; la cosa però non scontata perché di fronte a patologie rare non facilmente riconoscibili, come la Vulvo Vestibolite, può essere necessario che la paziente si rivolga a più medici prima di ottenere una diagnosi ed una terapia adeguata. Poiché la diagnosi differenziale del dolore sessuale richiede conoscenze che non tutti i ginecologi hanno, lavori come questo servono a presentare i sintomi e le loro cause ai pazienti e ai colleghi esperti di altri ambiti della medicina, così che possano avere chiara l’eziologia del problema e rivolgersi al medico sessuologo, esperto di dispareunia, vulvo vestibolite e delle disfunzioni sessuali maschili e femminili.

Anna Ghizzani