Era ora!

Il 27 febbraio e’ avvenuto un piccolo miracolo: con un comunicato stampa la Pfizer ha sconfessato l’uso del Viagra per le disfunzioni sessuali femminili, dichiarando che “efficacy data were inconclusive”. La ricerca era iniziata nel 1996, ha interessato più di 3.000 pazienti…e che sia giunta ad una conclusione e’ qualcosa di cui essere ben contenti. Che il il Viagra rosa fosse una bufala e’ sempre stato chiaro a chi avesse una preparazione medica e sessuologica.

In breve, come si era chiarito in un articolo apparso sull’ ultimo numero di SessuologiaNews, il Sildenafil citrato agisce attraverso la via metabolica dell’ossido nitrico aumentando l’apporto ematico di alcuni tessuti.  E’ dimostrato che il sildenafil abbia la maggior efficacia per i corpi cavernosi penieni, quindi non deve meravigliare che agisca anche su gli altri tessuti che ne condividono l’ origine embriogenetica: il tessuto spongioso erettile di labia e clitoride. Niente da obbiettare.

Non devo spiegare a chi abbia una formazione come sessuologo o, come il medico di famiglia, abbia la capacità di osservare i suoi pazienti, quanto il comportamento del maschio e della femmina siano diversi. Infatti, se per l’uomo la percezione emotiva e fisica della sua erezione ha un impatto sull’ approccio alla sessualità, un senso di formicolio o di ingorgo ematico non ha alcun significato per la donna e la disfunzione rimane tale e quale. Bisognava aspettare 8 anni perché Pfizer scrivesse “female sexual disorders are for more complex than male erectile dysfunction”?

In conclusione, la presa di posizione chiara della Pfizer le fa guadagnare stima e fiducia, mentre per il terapeuta il risultato finale del programma di ricerca rappresenta una vittoria del ragionare corretto.

Anna Ghizzani,

SESSUOLOGIANews, 2003