Attività fisica nelle varie età della donna

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……ovvero il modo naturale più efficace per prevenire l’osteoporosi che non è una malattia da poco.

 

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L’osteoporosi  viene detta “ l’assassino silenzioso”  perché non si manifesta ne’ con segni esteriori ne’ con dolori; una paziente non sa di essere portatrice finchè inaspettatamente non subisce una frattura per un trauma minimo.

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Le fratture più frequenti avvengono al femore, ai polsi e alla colonna vertebrale e richiedono  che il paziente rimanga immobilizzato per alcuni giorni. La riabilitazione per riprendere a camminare  e poter provvedere a se stessi richiede tempo, è impegnativa e non  sempre assicura una ripresa completa.

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Per ottenere un tessuto osseo ben formato è necessario fissare il Calcio nelle ossa e per fare questo l’uomo ha bisogno della vitamina D il cui precursore sta nella pelle ed è attivato dal sole.

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Facciamo un po’ di storia. La culla dell’uomo è in Africa, che è una terra inondata di sole.

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L’uomo primitivo  nasce in Africa con una pelle bella scura che fa passare la quantità di raggi solari necessari ad  attivare il diidrocolecalciferolo e nello stesso tempo lo protegge dal sole eccessivo.

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Circa un  milione di anni fa l’uomo ha iniziato la migrazione verso le terre settentrionali e la pelle scura ha rappresentato uno svantaggio evolutivo perché i troppi pigmenti non lasciavano passare la quantità di raggi solari necessari per attivare i precursori della Vit. D.

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Senza la Vit. D per fissare il Calcio, si ha il rachitismo: ossa deboli e malformate e bacino appiattito con riduzione del diametro antero-posteriore del canale del parto. La malformazione impedisce che  il bambino venga partorito e ne provoca la morte.  La razza umana si sarebbe estinta se la Natura non fosse corsa ai ripari.

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Vediamo infatti che nei paesi  nordici il vantaggio evolutivo è per le  persone con la pelle chiara che lascia passare tutto il poco sole disponibile per attivare il precursore della vit D.

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Secondo gli studiosi  nelle  regioni nordiche del mondo,  come il Canada per esempio, per 6 mesi all’anno la luce solare non è sufficiente per attivare il diidrocolecalciferolo.

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Per assicurare che il Calcio venga fissato alle ossa è necessario che gli alimenti più comuni, come il latte,  vengano addizionati di Vit. D che non potrebbe essere attivata naturalmente per la mancanza di luce solare.

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Oltre al sole e alla vitamina D, anche gli ormoni sessuali sono fattori importanti per il metabolismo osseo. Gli estrogeni (ormoni che caratterizzano il fenotipo femminile) ed il testosterone (che caratterizza il fenotipo maschile) agiscono sull’osso con modalità diverse.

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Il testosterone è l’ormone più potente per assicurare ossa resistenti ed elastiche. Resistenza ed elasticità sono le caratteristiche necessarie per poter assorbire l’urto, cioè un trauma, e scongiurare il pericolo di fratture.

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Il testosterone agisce anche sul muscolo promuovendo lo sviluppo della massa muscolare e della potenza di lavoro (cioè la contrazione) delle fibre muscolari. Le due azioni del testosterone, quella sull’osso e quella sul muscolo, accompagnano il maschio per tutta la sua vita, anche nella vecchiaia perché la sua produzione non si interrompe come invece avviene per gli estrogeni in menopausa. Anche nei rari casi di ipoandrogenismo sia primitivo che secondario  si conserva almeno una parte della produzione di androgeni. La letteratura riporta casi di castrazione su individui colpevoli di crimini  a sfondo sessuale ed in questi  uomini si è notato l’indebolimento  della struttura ossea.

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Gli estrogeni hanno un’azione biologica del tutto diversa: la prima cosa importante da tenere  a mente è che agiscono sull’osso ma non sul muscolo; la seconda cosa, che fa una differenza cruciale per la salute dell’osso femminile, è il fatto che i quadri di ridotta produzione di estrogeni nella donna a cause di patologie lievi sono estremamente frequenti. Basti pensare all’asportazione dell’ovaio per cisti ovariche o nel corso di isterectomia e alla produzione che si riduce ai minimi termini durante la menopausa.

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Ricapitolando, la fissazione di Calcio nelle ossa è influenzata dall’esposizione al sole per l’attivazione della vit. D, dalla quantità assunta con gli alimenti e dalla presenza di estrogeni in circolo.

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La fissazione di calcio nelle ossa cambia fisiologicamente nell’arco della vita di una donna:  in presenza dei fattori promotori (cioè sole, calcio dagli alimenti ed estrogeni)  la massima assunzione  si ha fino  a 20 anni, continua in maniera minore fino ai 30 e poi si comincia  lentamente a perdere il calcio accumulato.

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Nei primi anni della menopausa le ossa perdono Calcio in maniera repentina in parallelo alla caduta degli estrogeni in circolo; quando i valori di estrogeni si stabilizzano, si stabilizza, cioè rallenta, anche la perdita di calcio dalle ossa che comunque prosegue per sempre.

Le caldane sono il fenomeno vasomotorio tipico della menopausa, quello che ogni donna riconosce; non provocano danni alla salute ma sono fonte di disagio e di malessere  e incidono negativamente sulla qualità della vita. Il fastidio delle caldane spinge la donna dal medico e crea l’opportunità perché si possano consigliare le misure preventive per i tumori dell’utero  e del seno  e per l’osteoporosi.

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Per aiutare naturalmente l’assunzione di Calcio con gli alimenti possiamo contare sulla soia ed i fitoestrogeni….

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……e soprattutto i nostri meravigliosi formaggi!

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Un ruolo importante per la prevenzione dell’osteoporosi lo gioca la terapia ormonale sostitutiva che una vera è propria terapia medica e che deve essere prescritta accuratamente a seconda delle necessità di ciascuna singola paziente.

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Da ultimo ma certamente non per ultimo, tra i mezzi per contrastare l’osteoporosi ricordiamo l’attività fisica.  Tra le varie possibili attività, la più efficace e più proponibile per signore che non abbiano mai fatto sport è la camminata sportiva, che è il vero grande rimedio per i problemi metabolici della menopausa.  Una donna che entra in menopausa ha necessità di un’attività fisica regolare, anche se blanda, per contrastare i danni metabolici che si presentano nei  primi due anni. Per quelle che non sono già abituate a fare palestra o uno sport regolarmente è necessario impegnarsi a camminare di buon passo un’ora  al giorno. Non vale dire che siamo sempre in movimento! Il camminare discontinuo non ha gli stessi benefici!

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Tornando un passo indietro, è necessario fare un’ultima considerazione: se è vero che la massima fissazione di calcio nelle ossa si ha fino ai 20 anni, è chiaro perché un’attività fisica regolare debba essere cominciata nell’adolescenza e mantenuta nella vita  adulta per assicurare le maggiori riserve possibili quando, nell’età matura, la perdita di calcio sarà inevitabile.